Quotidiano L'Arena 17/07/2001
Dalla Germania e dagli Stati Uniti via Internet giungono messaggi e riflessioni
Il Dialetto viaggia in rete
Veronesi all'estero chattano con un sito locale.
Il dialetto veronese viaggia in rete. E sono sempre di più i veronesi residenti all'estero che scoprono come dialogare nel gergo delle origini, quello che porta loro, via internet, qualche momento di casa. Nei giorni scorsi all'indirizzo di posta elettronica del sito www.larenadomila. it hanno scritto due veronesi, uno residente in Germania e un altro nel più lontano Oregon, negli Stati Uniti. Quest'ultimo, che si firma Diaz, n'altro sio d'Ameríca come tanti, descrive il suo stato d'animo, emozioni, riflessioni e aspettatiVe, in merito all'imminente arrivo di un nipote da Verona, Alessandro, detto Ale, un ragazzo di 18 anni figlio di un suo fratello, parlando, anzi, chattando, in dialetto stretto con "coloriture" tutte veronesi e un poco "sopra le righe". "Cossa andarò a dighe a sto butelo de disdoto ani ,che l'apena finio la scola. Come ghe la sventolo sta benedeta articolobandiera de l'emigrante?" si chiede Diaz, diviso tra l'ammirazione per il Paese che gli ha dato delle possibilità di lavoro e la nostalgia per la propria terra. Una lunga lettera, spiritosa e triste, emblematica dello stato d'animo di tanti emigranti che hanno trovato una sistemazione all'estero ma che non hanno mai dimenticato il posto dove sono nati. Immaginando un dialogo ideale con il nipote che sta per arrivare, Diaz vorrebbe incitarlo a tentare a sua volta di sistemarsi lì, in America "che l'America l'è granda, che qua te pol far chel dialo che te ol ... ", per poi ripensarci e fargli capire quanto fa male la nostalgia, quella "che te provi quan' te parli al telefono con to mama e to papà... che te manca la to fameia, i to parenti, i to amisi, la to tera, anche se i sta masacrando la to vecia campagna che non te la riconossi più. Dighe quel che te senti rento. Dighe che dopo ani ancora no te si bon de trovar dei amisi veri, anca se te ghe avuo lafortuna de aver trovà n'a dona come quele de na olta". Così Diaz si lascia andare: "Cossa vuto far? Far n'altro emigrante? Dighe quel che te provà la prima olta che te si tornà in Italia dopo ani deassensa. Volar su la pianura padana l'era come volar sul costume de Arlechin... no ghe un toco de tera drito. Tuti tocheti deforme strane che i . se incastra de chi e de là. Dighe che te vegn ù le lagreme ai oci e che te eri solo un buteloto". Ma alla fine Diaz si scuote dai propri dubbi e conclude:" Vedaremo. No so come far. Ma intanto ghe darò un bel strucon, sercando de trovar me fradel più vecio, me mama e me papà... nei so oci. Ale l'è un bravo butel, son felise che el vegna a star con noialtri par en poco>>. Di tono totalmente diverso, invece, la lettera di FLK, veronese emigrato in Germania che si dice entusiasta della scoperta del sito in dialetto veronese. Lui (o forse lei) ammette di non saper scrivere in dialetto, ripromettendosi di farlo però in futuro. Anche nella sua lettera ci sono osservazioni interessanti sulla condizione di chi se n'è andato dall'Italia a Cercare fortuna: "Spesso gli italiani emigrati si ritrovano soli ad affrontare gravi difficoltà, dimenticati dalle autorità italiane che dovrebbero tutelarli... Vi assicuro che la vita in emigrazione non è facile, è spesso molto dura ed abbiamo quindi bisogno di aiuto per non sentirei soli ed abbandonati. Il sito in dialetto con le ultime notizie di casa ci allarga il cuore ed è un grandissimo aiuto". Nel sito si trovano notizie e immagini di Verona, poesie, personaggi, indicazioni su spettacoli e avvenimenti a Verona e diverse curiosità, oltre alle nius, le ultime sulla città e dintorni, e ai reportage sui veronesi nel mondo. Per chi è lontano da anni da Verona, questo è un angolo di ricordi e di contatti, un posto dove, sia pure virtualmente, per un po' sente di essere nuovamente a casa.

Rassegna Stampa - www.larenadomila.it
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