DOPO EL VENARDI GNOCCOLAR

La tradizione carnevalesca è più viva che mai, grazie al lavoro dei comitati nel Carnevale dal Porto S. Pancrazio, Carega, Sanzenetto, Piazza Isolo, Madonna Verona, 6 Borghi, S. Michele, Golosine, Via Bassa, S. Lucia, Indipendenza, B. Roma, 1 ' Maggio, Croce Bianca, B. Trento, Montorio, B. Trieste, Quinzano. Ed è proprio al Comitati dei Borghi e dei Quartieri che con passione e sacrificio lavorano per la realizzazione delle manifestazioni carnevalesche. Spente le luci della giornata madre dei Venerdì Gnocolor, altri anelli storici si legano nella storia dei Carnevale veronese.

Come non partecipare al Sabato Filippinato; la tradizionale regata storica sull'Adige che trionfa con lo sbarco dei Principe Reboano e della sua Corte nel porticciolo della Dogana. Il Principe deve essere un "coraggioso" perché non è facile discendere in canoa l'Adige d'inverno per rinnovare l'evento storico che vuole il Principe Reboano Dalle Carceri vittorioso conquistatore di nuove isole sotto la Repubblica di Venezia nel 1400. La Repubblica onorò e riconobbe al Principe tali vittorie e per suggellare il ritorno vittorioso a Verona si svolge ogni anno la tradizionale regata dei Sabato Grasso, con approdo finale ai Filippini e conferimento al Principe della nomina di Signore dell'Adige. Allo sbarco fa seguito un corteo di maschere veronesi che sfilano dal Rione Filippinato a Piazza Bra'.

L'Adige è protagonista dei Carnevale anche nella giornata dei Luni Pignatar che si svolge nel Rione di S. Stefano, nelle piazzette intorno alla secolare chiesa. Protagonista la maschera del Duca della Pignatta che nasce da un articolo comparso sul quotidiano L'Arena il 16 settembre 1883; nell'articolo si menzionava il Duca di S. Stefano reputato una persona misteriosamente ricca, il quale si permetteva di spendere tutte le mattine 6 lire per farsi accompagnare a casa in carrozza ail'ora di colazione. La stessa sera in una vetrina dei negozio di Via Nuova (ora Via Mazzini) comparve esposta dal "Duca" una grossa pentola colma di monete d'oro "la pignata" con la scrìtta: ecco la vera pignata trovata dal Duca di S. Stefano. Su queste basi viene costituito nel gennaio 1884, grazie alla prodigalità di Siro Zuliani, il comitato dei "Baccanale di S. Stefano e S. Giorgio" ora denominato Ducato di S. Stefano, secondo per importanza storica dopo il Bacanal dei Gnoco. li comitato organizza il Lunedì Grasso detto Luni Pignatar nel Rione di S. Stefano con la distribuzione dei tradizionale minestrone, una volta pietanza offerta ai poveri e ai bisognosi.

Ancora l'Adige protagonista della 'Festa de la Renga". La festa nasce dalla tradizione che affonda la sua radice nel fiume già da quando era navigato da zatterieri e barcaioli costretti nella località di Parona a soste forzate, nei giorni di festa, per la chiusura delle catene (barriere) ai ponte omonimo. Cresce grazie all'usanza che vede, nel primo giorno di Quaresima, il riversarsi dei cittadini con ogni mezzo, a piedi, con il calesse, in bicicletta e alla fine dei 1800 con il trenino della S.A.E.R. (Verona-Caprino), per degustare il buon pesce del baltico con la crema di mais. Il fiume si trasforma In mare e dal mare viene pescato il buon pesce che grazie ad una tecnica di conservazione particolare arriva in riva all'Adige e sulle sue rive trova una seconda dimora, quella culinaria. Affiancata alla povera pietanza la "Renga", c'è la "Parona" che nella fantasia popolare era l'ostessa che cucinava la pìetanza e la offriva ai naviganti dei fiume ospitati nella sua osteria. La festa tradizionale arriva ai gìorni nostri magìstralmente coordinata dal Comitato Benefico "Festa de la Renga" e dalla collaborazione di gruppi e associazioni locali.

^ torna su ^